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Il viaggio di un padre alla scoperta di se stesso

By Daniel

Agosto 19, 2020

libro, storia

Episodio 4: "Il Viaggio di un Padre alla Scoperta di Se Stesso".

Ero uno studente di 26 anni, e la mia vita è cambiata nel momento in cui ho ricevuto la notizia che mio fratello si sarebbe unito ad un ordine di monaci sconosciuto, in un luogo sperduto nel Sud dell’India. 

All’improvviso si è innescato un processo senza precedenti con un turbinio di domande, che mi ha portato a riconoscere la presenza di una forma di sofferenza nascosta dentro di me: può sembrare un paradosso, ma è stata la cosa migliore che mi sia accaduta nella vita.  La prima volta che ho sentito questo concetto fu nelle parole di Rocky Balboa, “senza dolore non si vince” (no pain no gain), un mantra che è penetrato profondamente nel mio modo di vedere e di relazionarmi con la vita. Sono stato spinto in una dimensione completamente nuova di auto-scoperta, prima di allora sconosciuta a me. Senza saperlo, sono diventato un marinaio del dolore, l’architetto invisibile del mio pellegrinaggio da Santiago (Cile), a L.A. (CA), a Singapore, fino a Valeggio sul Mincio (VR), dove abito adesso. Durante 14 anni ho viaggiato in India e in Messico, pieno di domande, cercando risposte. Ero ossessionato dal tema del Risveglio.

All’età di 38 anni la vita ha martellato piano piano nel mio cervello e inciso nel mio cuore, con la benedizione della paternità, le risposte che avevo cercato e parzialmente scoperto negli anni precedenti. Tutte quelle aspettative e quella ricerca senza fine sono svanite come foglie secche, spegnendo ogni domanda e conflitto interiore: ero in pace con me stesso… questa è la storia che racconta questo mio primo Libro: Il Viaggio di un Padre alla Scoperta Di Se Stesso.

La narrazione del libro scorre nel tempo tra diversi momenti della mia vita, intrecciando episodi dell’infanzia, ai primi anni quando ho cominciato la mia ricerca interiore a momenti della mia paternità, tessendo una storia che parla di risveglio della percezione, di come sanare le nostre ferite emotive, di genitorialità autentica e “dell’arte del disimparare”, come forze motrici dell’avventura della vita interiore di un padre.

Da un cane benedetto che mi ha inseguito una domenica mattina mentre tornavo dalla messa e che mi ha liberato dal cattolicesimo, ad una dura avventura in montagna, in cui nostro figlio di sette anni ci ha dato una lezione sulla natura della paura. La storia rivela come il destino sia costruito in ogni momento, con ogni esperienza, in modi che diventano evidenti solo quando guardiamo indietro. Mentre pensiamo di guidare il timone della vita qui ed ora, non conosciamo davvero mai la trama della nostra storia, e questo è l’unico modo onesto e veritiero di affrontare la vita e anche di essere genitori. Tuttavia, il nostro momento presente è causato da una miriade di eventi accaduti prima. L’intero Universo ha cospirato per portarci al nostro momento presente.

Il libro condivide un percorso per genitori interessati all’Auto-consapevolezza e per ricercatori spirituali, che ancora non trovano quel senso di essere in pace con se stessi. Ci mostra una mappa su come andare oltre le ferite emotive, assumendoci la responsabilità di riciclare “i nostri problemi personali” invece di riversarli sui nostri figli, poiché loro li faranno propri senza lamentarsi. È un invito a ridefinire il modo in cui ci poniamo di fronte alla Vita. Ma per farlo, dobbiamo riformulare il modo in cui vediamo noi stessi. Possiamo solo percepire le relazioni in base a come ci vediamo. Quando ci immaginiamo come individui indipendenti, separati dal resto, il mondo sembra e si sente come una realtà separata, facendo così precipitare la nostra esistenza in una storia di desideri poco utili e paure infinite. Una tale esperienza influenza profondamente la nostra genitorialità e la risposta che otteniamo dalla vita attraverso i nostri figli. 

Dalla voce interna della mia storia all’ascolto dal cuore del lettore, la linea che ci divide si sfuma e scompare. Diventa chiaro che forse non siamo chi pensiamo di essere, ma qualcos’altro. 

Il giorno in cui il bambino sussurrò amorevolmente a sua madre: “perché non impari dalla mia felicità?” ho accettato senza saperlo, la sfida di scrivere questo libro. Quel giorno accadde 40 anni fa, quando da bambino quelle parole nacquero spontaneamente nel mio cuore.

Per “ascoltare e vedere” profondamente il bambino a cui dovremmo insegnare, dobbiamo prima ascoltare e guardare noi stessi. A quel punto, loro, senza pretese, iniziano ad insegnarci e guidarci, aiutandoci a scoprire chi siamo veramente.

“Ti vedo figlio mio, perché prima ho guardato me stesso”…

Il mio nome è Daniel Bravo

Laureato in Economia, Daniel è nato a Santiago del Cile. Ha fatto il project manager per 3 anni a L.A. (USA) e per uno a Singapore. Attualmente svolge l’attività di consulente energetico per PMI. Coach e Trainer per circa 16 anni, è padre di un figlio di 10 anni, che lo ha ispirato ad avere il coraggio di scrivere il suo primo libro: "Ti vedo Figlio? Esperienze di un Padre con la verità".

La sua vocazione è aiutare i genitori (in particolare se hanno figli piccoli) e i ricercatori spirituali, a trovare un percorso di Risveglio interiore basato sull'autenticità, guidando sempre con l’esempio. 

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